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Investire: unico vero rimedio all’inflazione

Come immagini il tuo futuro?
E se andasse diversamente?
La vita ci ha dimostrato, non solo con pandemia e guerre, quanto può virare quando meno ce lo aspettiamo, senza poterne avere il minimo controllo, determinazione o previsione, esattamente come per i mercati. Ma sappiamo che prima o poi queste virate arriveranno quindi dobbiamo sempre essere pronti ad affrontarle.
Come?
Prestando attenzione, informandoci, confrontandoci con esperti e professionisti. È faticoso per tutti cogliere le differenze, i segnali, i cambiamenti nelle nostre vite, per cui spesso le nostre reazioni sono lente e tardive. È proprio questo ritardo che ci fa trovare impreparati di fronte a tutte le occasioni e opportunità che il mercato è in grado di offrirci, sia nelle fasi di rialzo che di ribasso.
Reagire prontamente ai cambiamenti può fare la differenza per il tuo successo finanziario.
E tu come stai reagendo, e agendo, di fronte all’inflazione e all’erosione del tuo patrimonio?
Nel 2022 abbiamo avuto un’impennata dei prezzi dei beni al consumo, con l’inflazione arrivata quasi al 12% a ottobre e assestatasi oltre l’8% annuo.
Ho visto i conti salati pagati da chi non ha avuto una reazione o l’ha avuta ma solo quando era troppo tardi, sono i conti di chi chiede il mio aiuto dopo essere stati vittime di batoste e cantonate finanziarie che possono di certo compromettere la loro sicurezza finanziaria, odierna e futura, ma anche la fiducia nell’investire.
Ad oggi l’inflazione è allo 0,8% grazie agli interventi delle banche centrali mondiali, ma ti faccio notare che se avessi tenuto sul conto i tuoi risparmi negli ultimi 20 anni ad oggi sarebbero diminuiti di oltre il 30%, mica briciole!
Ma, come per la volatilità, anche l’inflazione se compresa e gestita non è sempre un male anzi è spesso un’opportunità.
INFLAZIONE quando è un’opportunità
L’assetto patrimoniale e il tipo di attività lavorativa svolta sono i fattori che possono fare la differenza.
1_ REDDITI
In generale le entrate che non si adeguano rapidamente alla crescita dei prezzi perdono di valore (ad esempio quelle di pensionati o dipendenti). La situazione comune in cui le uscite crescono più delle entrate potrebbe impattare anche sulla capacità futura di accantonare nuovo risparmio.
Chi ha, invece, entrate che si adeguano ai prezzi, ad esempio alcuni imprenditori, potrebbe invece ottenerne un beneficio.
2_ RISPARMI
Ripeto, i soldi fermi sul conto corrente perdono gran parte del loro valore perché la crescita dell’inflazione ne accelera la perdita di valore. Il denaro è una merce deperibile come tante altre e l’aumento dei prezzi è un po’ come l’aumento della temperatura: fa deperire prima la merce!
3_ INVESTIMENTI
Investimenti in titoli e fondi potrebbero accrescere il valore del patrimonio. L’accortezza è dare spazio nei portafogli a strumenti che sfruttano la crescita dei prezzi (materie prime, strumenti inflation-linked, real assets e azioni) piuttosto che strumenti che la subiscono (titoli di stato e/o obbligazioni a tasso fisso);
4_ IMMOBILI
Beni immobiliari, altre attività reali e debiti, potrebbero accrescere il valore del proprio patrimonio, perché l’aumento dei prezzi ha una tendenza generale ad aumentare anche il prezzo delle abitazioni e di beni da collezione o preziosi e a ridurre il valore nominale dei debiti.
Nel grafico qui sopra risulta molto chiaro quale parte del patrimonio è più fragile: i soldi fermi sui conti correnti, di famiglie e imprese, non hanno via di scampo!
Perché tenere i soldi sul conto? Pensi di preservarne il valore?
C’è un enorme difficoltà a percepire l’inflazione sulla moneta, per il semplice motivo che i prezzi variano sui beni e non sulla moneta stessa.
Le banconote sono sempre uguali, con o senza inflazione, quindi conservarle ti fa illudere, anche involontariamente, di conservarne il valore, quando invece stai drasticamente erodendo il tuo patrimonio e te lo dimostro ancora una volta con i numeri.
Facciamo due conti.


INFLAZIONE, come viene percepita
Se la maggior parte dei risparmiatori non percepisce la variazione del valore della moneta, si accorge invece del suo effetto sull’aumento dei prezzi dei beni, ed è proprio su questi che fanno i confronti tra presente e passato, per prendere decisioni sul futuro.
I confronti non riguardano soltanto il prezzo dei beni necessari alla vita di tutti i giorni, ma anche quello delle attività di investimento. L’inflazione cambia la percezione anche su questi, rinvigorendo le passioni degli italiani per immobili e titoli di stato che ammaliano come le sirene di Ulisse!
Sappiamo bene quanto, come esseri umani, respingiamo istintivamente l’incertezza, il rischio e la non linearità, tipiche e connaturate ai mercati finanziari.
Proprio per queste caratteristiche non ci sarà mai un investimento giusto-sbagliato in assoluto ma SOLO relativamente al tuo patrimonio, ai tuoi obiettivi di vita e ai tuoi orizzonti temporali, che sono solo tuoi, valgono quindi solo per te.
Non sto dicendo che immobili e titoli di stato sono da eliminare ma, come tutti gli asset, devono essere COERENTI e ALLINEATI con i tuoi tempi e obiettivi.
Quando vedi sempre più incertezza intorno a te è proprio il momento di smettere di cercare la soluzione che va bene per tutti gli altri e concentrarti sugli aspetti caratteristici e singolari della tua vita!
E se pensi che tenere fermi i soldi sotto il materasso o in un conto corrente sia la soluzione migliore per la protezione del tuo patrimonio non stai tenendo conto di ladri e inflazione!
INFLAZIONE, questa sconosciuta
L’inflazione, quella sconosciuta ai più fino ai tempi della pandemia, è la causa principale di perdita di valore della moneta.
Quando entri in un negozio e con lo stesso euro non ci compri più 1 kg di pane ma solo 600 gr capisci cosa significa ‘’perdita di valore della moneta’’.
Ma se invece di tenere fermo il tuo denaro avessi investito, anche solo 10 anni fa, con un ritorno medio annuo del 4%? Oggi il tuo portafoglio sarebbe molto differente.
Quello che andava bene ieri, però, non è detto che vada bene oggi.
Infatti i mercati finanziari si muovono sempre più velocemente, come uno specchio dell’attuale situazione politica, geopolitica ed economica mondiale.
Ma ricorda sempre che dove ci sono rischi ci sono anche opportunità. Per questo motivo è fondamentale eseguire ciclicamente un’analisi del portafoglio e una diagnosi completa dei prodotti finanziari in esso contenuti. Analisi che ci permette di capire se il portafoglio scelto è ancora in linea con gli OBIETTIVI di vita ma anche con l’andamento del MERCATO.
Per questo il mio METODO GELMUZZI, prevede un servizio specializzato, “Flash Portfolio Analysis” proprio per mostrare subito a chi chiede il mio aiuto per la prima volta come faccio lavorare i suoi soldi solo per sé stesso e la sua famiglia.
INVESTIRE, perché è l’unico vero rimedio
Investire nelle azioni e nell’economia reale rappresenta l’unico vero rimedio all’inflazione per diverse ragioni fondamentali:
1. Protezione del Potere d’Acquisto
L’inflazione riduce il potere d’acquisto del denaro nel tempo. Investendo in azioni di aziende solide e ben gestite, i tuoi risparmi possono crescere a un ritmo che supera l’inflazione, proteggendo il valore reale del tuo capitale.
2. Crescita dei Dividendi
Molte aziende aumentano i loro dividendi nel tempo in risposta all’aumento dei prezzi e alla crescita dei profitti. Questo incremento dei dividendi fornisce un flusso di reddito crescente che può aiutare a compensare l’impatto dell’inflazione.
3. Aumento del Valore delle Azioni
Le aziende tendono ad aumentare i prezzi dei loro prodotti e servizi in risposta all’inflazione. Questo aumento dei prezzi spesso si traduce in maggiori ricavi e profitti, che a loro volta possono portare a un aumento del valore delle azioni nel lungo periodo.
4. Partecipazione alla Crescita Economica
Investire nell’economia reale attraverso le azioni significa diventare parte di aziende che contribuiscono attivamente alla crescita economica. Le aziende innovative e in espansione tendono a crescere anche in periodi di inflazione, offrendo agli investitori opportunità di guadagno.
5. Diversificazione del Portafoglio
Le azioni offrono un mezzo efficace per diversificare il portafoglio di investimenti. Infatti un portafoglio ben diversificato riduce il rischio e aiuta a stabilizzare i rendimenti, riducendo la vulnerabilità agli effetti negativi dell’inflazione.
6. Effetto Compounding
Il potere dell’interesse composto, o compounding, è particolarmente efficace quando si investe in azioni, perché i rendimenti reinvestiti nel tempo possono generare guadagni significativamente superiori, contribuendo a contrastare l’effetto erosivo dell’inflazione.
In sintesi, investire nell’economia reale è una strategia efficace per in un contesto inflazionistico. A differenza di mantenere liquidità sui conti o investire in strumenti a basso rendimento, le azioni offrono il potenziale di guadagni superiori e una protezione naturale contro l’aumento dei prezzi. Adottare un approccio di investimento a lungo termine e diversificato ti consente di affrontare l’inflazione con fiducia e serenità.
Nulla accade se non la facciamo accadere.
Se vuoi un futuro più prosperoso e libero finanziariamente, non rimandare a domani quello che puoi fare oggi: se vuoi che il tuo futuro finanziario sia sicuro e sereno assicurati di iniziare a fare tutto il necessario oggi stesso!










![Massimo-Gelmuzzi-NL306-BCE-rialzo-attendismo.001 BCE tra rialzo e attendismo Cosa cambia per mutui, fidi e liquidità aziendale Dall'11 giugno i tre tassi ufficiali della BCE sono saliti di 25 punti base: il tasso sui depositi è ora al 2,25%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,40% e il marginale al 2,65%. Al Forum di Sintra del 1° luglio, Christine Lagarde ha difeso la scelta come necessaria, ma ha anche chiarito che la BCE archivia la "forward guidance": non ci sarà più una rotta annunciata in anticipo, solo decisioni prese riunione dopo riunione, sulla base dei dati. La prossima verifica è fissata per il 22-23 luglio. Perché un rialzo a luglio è meno probabile, ma non impossibile Il calo del petrolio, tornato intorno a 73 dollari al barile dopo aver sfiorato i 120 dollari a marzo, ha tolto pressione immediata sui prezzi energetici. L'inflazione dell'Eurozona è scesa al 2,8% a giugno, dal 3,2% di maggio. Per questo motivo gran parte degli analisti ritiene meno probabile una nuova stretta già a luglio. Lagarde, però, ha lasciato intenzionalmente la porta aperta: l'inflazione di fondo resta sopra il target e il ritorno stabile al 2% è previsto solo verso la fine del 2028. Il messaggio implicito per imprenditori e professionisti è che la fase delle indicazioni prevedibili sui tassi è finita: bisogna abituarsi a decisioni che si formano riunione dopo riunione, non a un percorso già scritto. Cosa cambia per chi deve rinegoziare un fido Il costo di un fido di cassa o di un castelletto salvo buon fine è in larga parte ancorato all'Euribor e ai tassi ufficiali BCE: i 25 punti base di giugno si sono già trasferiti, con il consueto ritardo tecnico, sulle condizioni applicate dalle banche. Se hai un fido in scadenza o in rinnovo nei prossimi mesi, ha senso avviare la trattativa con la banca prima possibile, portando a supporto bilanci aggiornati e un piano di utilizzo della linea: in una fase di tassi non prevedibili, la qualità del merito creditizio pesa più che in passato nella definizione dello spread applicato. Cosa cambia per chi valuta un nuovo mutuo Con l'addio alla forward guidance, i mercati non hanno più una mappa dei tassi su cui costruire aspettative di lungo periodo: le condizioni si aggiornano rapidamente in base ai dati via via pubblicati. Per chi sta valutando un mutuo, questo si traduce in una scelta più delicata tra tasso fisso e tasso variabile. Il tasso fisso blocca oggi un costo noto, mettendo al riparo da ulteriori strette; il variabile può convenire se si ritiene probabile un allentamento nella seconda parte del percorso BCE, ma espone, nel frattempo, a una rata meno prevedibile. Non è più il momento di scegliere in base a sensazioni: conviene simulare entrambi gli specifici scenari sull'importo e sulla durata dell’operazione. Liquidità aziendale: muoversi senza una rotta annunciata Lagarde ha indicato quattro variabili che guideranno le prossime decisioni: inflazione, energia, salari e andamento del credito bancario. Sono, non a caso, gli stessi fattori che un'impresa dovrebbe monitorare per anticipare l'evoluzione del costo del denaro sulle proprie linee di credito e sulla liquidità disponibile. In un contesto in cui la BCE stessa rinuncia a fornire indicazioni preventive, diventa ancora più importante non lasciare la liquidità aziendale ferma su un unico orizzonte temporale, ma mantenerla flessibile e pronta ad adattarsi a scenari diversi. Il punto di vista di un wealth manager La vera novità di Sintra non è il livello dei tassi, ma il metodo: la BCE ha smesso di raccontare in anticipo cosa farà. Per un imprenditore questo significa che pianificare il costo del debito "guardando alle mosse di Francoforte" non basta più. Conviene invece costruire, insieme al proprio consulente, scenari alternativi su fidi e mutui, così da non farsi trovare impreparati qualunque sia la direzione presa a fine luglio. [Fonti: Banca Centrale Europea, Forum BCE di Sintra (1° luglio 2026), Eurostat, agenzie di stampa.] Vuoi valutare l'impatto di questi scenari su un fido da rinnovare o su un mutuo in fase di valutazione? Inizia da qui > https://massimogelmuzzi.it/inizia-da-qui/ . | MASSIMO GELMUZZI WEALTH ADVISOR](https://massimogelmuzzi.it/wp-content/uploads/2026/07/Massimo-Gelmuzzi-NL306-BCE-rialzo-attendismo.001-768x432.jpeg)

![Massimo-Gelmuzzi-NL304-Scenario-2026-parte3.001 SCENARIO 2026 [parte 3 di 3] Quello che sta cambiando senza fare rumore Concludo questo ciclo di tre articoli affrontando il punto più importante. Nei due articoli precedenti abbiamo visto che: il mondo sta cambiando struttura; l’inflazione è tornata; il rischio è più complesso. Ora la domanda è: cosa fare concretamente? Risponderò illustrando i tre principi fondamentali per affrontare il cambiamento strutturale in corso Primo principio: non è il momento di essere bravi È il momento di non fare errori perché oggi il rischio non è perdere tutto ma erodere lentamente valore senza accorgersene. Gli errori più pericolosi (emersi chiaramente) 1. Liquidità ferma. 2. Concentrazione geografica. 3. Fidarsi del passato. 4. Approccio speculativo. Secondo principio: costruire un sistema, non un portafoglio Una frase chiave dell’evento: “non si scelgono strumenti, si costruiscono sistemi”. Che significa: diversificazione reale; asset non correlati; protezione patrimoniale; liquidità strategica. Terzo principio: la liquidità torna centrale Controintuitivo, ma fondamentale: la liquidità non è inattività, è opzionalità. Serve per: sfruttare i ribassi; adattarsi rapidamente; evitare decisioni forzate. Quarto principio: attenzione alla falsa sicurezza Esempi concreti: oro → non più “rifugio puro”; correlazioni cambiano; tecnologia → rischio obsolescenza. Anche ciò che sembrava sicuro, oggi va riletto. Opportunità, quelle vere Lo scenario non è solo rischio. È anche opportunità per chi: capisce prima; si muove con metodo; non segue il rumore. E qui entra in gioco un concetto chiave emerso: i conflitti accelerano l’innovazione. La nuova direzione I possibili vincitori: aziende meno globalizzate; asset reali; settori strategici (energia, infrastrutture, AI selettiva). Conclusione Sintetizzando tutto in una frase: “Non vince chi prevede il futuro. Vince chi si adatta più velocemente.” Se vuoi fare un passo avanti in più Se vuoi capire come adattare: il tuo patrimonio personale; la liquidità aziendale; il tuo portafoglio, a questo scenario, prenota la tua Diagnosi di Portafoglio. | Massimo Gelmuzzi Wealth Advisor](https://massimogelmuzzi.it/wp-content/uploads/2026/04/Massimo-Gelmuzzi-NL304-Scenario-2026-parte3.001-768x432.jpeg)
![Massimo-Gelmuzzi-NL303-Scenario-2026-parte2.001 SCENARIO 2026 [parte 2 di 3] Quello che sta cambiando senza fare rumore Nell’articolo precedente abbiamo visto una cosa fondamentale: il mondo sta cambiando struttura, non semplicemente attraversando una crisi. Oggi facciamo un passo in più, perché quello che sta emergendo dallo scenario 2026 è qualcosa che molti non vogliono dire chiaramente: potremmo entrare in una fase di stagflazione. E questo cambia completamente le regole del gioco. I dati non stanno più raccontando la verità Uno dei punti più tecnici ma importanti emersi: i dati economici stanno diventando meno affidabili. Negli Stati Uniti, ad esempio: crescita più debole del previsto; dati macro incoerenti; segnali di rallentamento nel lavoro impiegatizio. Questo crea una conseguenza enorme: i mercati stanno navigando nella nebbia. L’inflazione non è finita, sta tornando Molti pensavano che il picco inflattivo fosse alle spalle. In realtà l’inflazione non è stata un episodio, ma un segnale. Perché oggi abbiamo: aumento delle commodity; shock energetici; tensioni sulle supply chain. E soprattutto gli effetti indiretti su tutta la filiera del petrolio, come fertilizzanti, plastica, logistica, etc. Il rischio reale: inflazione + rallentamento Questo è il punto chiave. Non stiamo parlando solo di inflazione, solo di recessione, ma di entrambe contemporaneamente. Perché è pericoloso Perché in questo scenario: le banche centrali sono bloccate; alzare i tassi peggiora la crescita; abbassarli alimenta l’inflazione. Non esiste una soluzione semplice. L’elefante nella stanza: il debito Un altro punto cruciale emerso: il sistema globale è carico di debito. E oggi abbiamo: più spesa militare; più spesa pubblica; più interventi. Cioè più pressione sui bilanci statali. E i mercati? Qui arriva il passaggio che ti interessa di più: storicamente ogni shock energetico importante è stato seguito da una recessione. Questo non significa che accadrà sicuramente ma che il rischio è reale e sistemico. Il vero cambio mentale Se c’è una cosa che devi portarti a casa è questa: il mondo “a bassa inflazione e crescita stabile è finito. Era un’eccezione storica, non la regola. Traduzione per un investitore Tutto questo significa: meno certezze; più dispersione; più selezione. Nel prossima articolo chiuderò il cerchio e affronterò questi temi fondamentali: cosa fare concretamente; quali errori evitare; come costruire un portafoglio adatto a questo scenario. E, soprattutto, come trasformare questo contesto in vantaggio competitivo. | Massimo Gelmuzzi Wealth Advisor](https://massimogelmuzzi.it/wp-content/uploads/2026/04/Massimo-Gelmuzzi-NL303-Scenario-2026-parte2.001-768x432.jpeg)