-
LUN - VEN 10.00-13.30 / 14.00-16.30
-
info@massimogelmuzzi.it
La Via della Ricchezza Passa Attraverso i Millennials

L’IPER-INFORMAZIONE distoglie la tua attenzione dagli esperti, gli unici che dovresti ascoltare, verso chiunque parli a sproposito su argomenti che conosce poco e superficialmente.
Mi preme dirtelo, nonostante molti evitino la verità, chiara e diretta, perché alle persone, tendenzialmente, non piace essere messi di fronte alla realtà quando è spiacevole.
L’unico modo per crescere come investitori (e come persone) è avere la volontà di ascoltare, comprendere, applicare e implementare i processi di chi li ha già testati personalmente e nel tempo.
Oggi tutti sentono un bisogno impellente a esprimere la propria opinione dopo aver letto velocemente qualche titolo e qualche post di poche righe, senza alcun vero approfondimento (esempio lampante ne sono i social), per dire tutto e il contrario di tutto su qualunque tema, diventando in un attimo esperti di sport, vaccini, geopolitica, finanza…
Mi spiego meglio.
Ovvio che c’è libertà di parola sempre, ognuno può assolutamente avere la propria idea ma mi riferisco a chi vuole banalizzare (come se tutti potessero fare quello che fanno gli esperti) temi complessi per loro natura esprimendo un (pre) giudizio senza avere nozioni, conoscenze ed esperienze a supporto di ciò che afferma.
È qualcosa che personalmente mi irrita, tu che ne pensi?
Un proverbio che mi piace molto: “Un bel tacer non fu mai scritto.”
Desidero sviluppare e approfondire un concetto fondamentale per chi vuole ottenere i migliori risultati dai suoi risparmi e investimenti: impara ad ascoltare solo chi è esperto.
Io lo faccio costantemente, quando devo affrontare un nuovo tema, o argomento, non mi limito a cercare su Google, parlare con amici, ma vado alla ricerca e seleziono quelli che sono i maggiori esperti e cerco di creare con loro un’interazione costante per comprendere e approfondire sempre di più i temi che mi interessano.
Come investitore e risparmiatore dovresti fare proprio questo.
Se cerchi su Google la parola Millennials ti si apriranno centinaia di link, articoli e pagine (cosa di per sé positiva a riprova che è un tema di grande interesse):
tra tutte le informazioni, sapresti selezionare i contenuti seri e affidabili dalla fuffa?
E una volta selezionati i contenuti più seri, come li tradurresti in investimenti?
Trattare in maniera superficiale questo argomento può aprire spesso una ferita che fa sanguinare i portafogli dei risparmiatori.
L’iper-informazione propone spesso contenuti discordanti tra di loro e ogni interlocutore presenterà argomentazioni a sostegno della sua tesi: questo mette inevitabilmente in grande confusione i risparmiatori che, nel 99% dei casi, per evitare di sbagliare rimangono fermi, rischiando letteralmente di perdere opportunità.
Millennials: una tavola rotonda per approfondire
Recentemente ho avuto il piacere di essere ospite a una tavola rotonda sul megatrend Millennial: molto interessante perché mi è stata data l’opportunità di approfondire concetti e aspetti di vitale importanza per gli investitori, per meglio tracciare la via della loro ricchezza futura.
Inserisco il link al mio intervento alla tavola rotonda con Enzo Argante, giornalista di Forbes, e Massimiliano Auditore, di Vontobel.
Investire è concorrere alla crescita mondiale. Senza Millennial non è certo ottimale.
Dal recente studio di Deloitte Global “Millennial Survey” emergono fortemente alcune caratteristiche dirompenti per il futuro degli investimenti, che i Millennial incarnano perfettamente.
I Millennial guardano al futuro con grande interesse, in particolare per la forte volontà di costruire una società che abbia sempre più a cuore sostenibilità, equità e inclusività.
Considerano normale lavorare in remoto, danno peso e valore molto maggiore al benessere e alla salute personale.
Sentono una grande voglia di rivincita in molti settori ma anche grande incertezza del mondo del lavoro, motivo per cui tendono a incrementare, dove e quando possibile, il risparmio.
Tendono, appunto, a risparmiare di più quando possono e risparmiano e vivono con grande attenzione alla sostenibilità.
Rispetto alle generazioni precedenti, investono con maggiore pianificazione e sono maggiormente alla ricerca di una figura che li accompagni per pianificare al meglio i giusti investimenti per gli obiettivi che si prefiggono.
Che siano scelte importanti di vita presente o progetti futuri, hanno sempre un occhio di riguardo a fondi di accumulo per la pensione.
Dall’annuale “Global Invest Study” di Schroders, studio condotto in 32 paesi, risulta che i Millennial sono la generazione che più risparmia per la pensione e che ha ben chiaro come la pensione “garantita” dallo Stato non sia sicuramente un’opzione esclusiva e plausibile.
Ma attenzione caro investitore, investire è semplice ma non facile. Quando investi entrano in campo diverse forze, comprese la tua consapevolezza e conoscenza che, sotto tensione e stress dei mercati, possono farti commettere errori strategici madornali, spesso frutto di una errata pianificazione, quando non completamente assente.
Sai perché ti dico questo?
Perché più parlo con investitori che vanno avanti “alla vecchia” – con il consulente della banca generalista o assicurativo o il “volpone” senza scrupoli – più mi rendo conto che occorre analizzare meglio e nel dettaglio i portafogli di investimento.
Perché troppo spesso ci si concentra su nomi esotici e innovativi. Il fondo o l’investimento dell’ultimo minuto, del nuovo e miracoloso presunto trend: più li vedo, più li studio, più mi rendo conto che occorre, sì, diversificare ma anche aumentare il livello di semplicità degli strumenti e degli asset.
Gli investimenti sono un po’ come i figli: ne dovresti avere solo in un numero adeguato per poterli sostenere, seguire e aiutare nei migliori dei modi.
Se hai troppi figli, rispetto alle tue possibilità, inevitabilmente non riuscirai a seguirli come dovresti e inizierai a “tagliare” per fare come puoi.
Nei tuoi investimenti è un po’ la stessa cosa.
L’iper-diversificazione, del facciamo un po’ di tutto, porta inevitabilmente alla confusione finanziaria, ad avere troppi titoli e asset che nessuno riesce più a seguire a dovere.
Per usare un’altra metafora, è come avere una numerosa flotta di barche che vanno alle deriva, in balia delle onde e del mare, troppe da guidare per chi le governa.
Non proprio entusiasmante come immagine, vero?
In finanza non paga il tempismo per entrare sul mercato.
Quale fondo è (stato) meglio di un altro (nel passato)? Qual’è il settore che performa di più?
Tutto questo, ti ripeto, è profondamente marginale. La vera differenza è nella percentuale di azioni che hai in portafoglio, oggi, e come è diversificata al suo interno.
Tu sai esattamente come è composto il tuo portafoglio, oggi?
Se ci devi pensare, o guardare o non ne hai la minima idea, ti stai comportando come quello che ha molti figli ma non ha idea di dove siano e chi stiano frequentando.
Avere chiara la propria asset allocation, cioè la distribuzione del tuo denaro, comprendere il grado di rischio e di volatilità a cui puoi essere soggetto, in che modo e con che metodo intervieni sul mercato e sul portafoglio nel tempo, farà davvero una differenza profonda nella gestione del tuo portafoglio, indipendentemente dalle OSCILLAZIONI di mercato.
Quanto del tuo portafoglio è orientato ai trend inclusivi del prossimo futuro che sono già in atto da anni?
E come riuscirai a monitorarli, chi ti aiuterà?
Questo è ciò che faccio con i miei clienti: le verifiche che facciamo insieme, vanno proprio in questa direzione.
Un metodo, a cui attenersi, aiuta sicuramente a migliorare le performance e, soprattutto, a evitare errori: finché i mercati volano, come stanno facendo da un po’ di tempo, tutto bene, ma quando arrivano le tempeste – che sappiamo essere sempre improvvise – bisogna prepararsi a quelle che saranno sempre più frequenti e violente.
È importante comprendere che le trasformazioni profonde – già in atto e che il covid non ha fatto altro che accelerare – sono vere opportunità che ci si parano davanti, se siamo investitori, non speculatori.
Ricorda sempre che molte di queste trasformazioni sono, appunto, trainate e guidate dai Millennials nei prossimi decenni. Quindi, investire senza averne chiare le opportunità è davvero sbagliato.





![Massimo-Gelmuzzi-NL306-BCE-rialzo-attendismo.001 BCE tra rialzo e attendismo Cosa cambia per mutui, fidi e liquidità aziendale Dall'11 giugno i tre tassi ufficiali della BCE sono saliti di 25 punti base: il tasso sui depositi è ora al 2,25%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,40% e il marginale al 2,65%. Al Forum di Sintra del 1° luglio, Christine Lagarde ha difeso la scelta come necessaria, ma ha anche chiarito che la BCE archivia la "forward guidance": non ci sarà più una rotta annunciata in anticipo, solo decisioni prese riunione dopo riunione, sulla base dei dati. La prossima verifica è fissata per il 22-23 luglio. Perché un rialzo a luglio è meno probabile, ma non impossibile Il calo del petrolio, tornato intorno a 73 dollari al barile dopo aver sfiorato i 120 dollari a marzo, ha tolto pressione immediata sui prezzi energetici. L'inflazione dell'Eurozona è scesa al 2,8% a giugno, dal 3,2% di maggio. Per questo motivo gran parte degli analisti ritiene meno probabile una nuova stretta già a luglio. Lagarde, però, ha lasciato intenzionalmente la porta aperta: l'inflazione di fondo resta sopra il target e il ritorno stabile al 2% è previsto solo verso la fine del 2028. Il messaggio implicito per imprenditori e professionisti è che la fase delle indicazioni prevedibili sui tassi è finita: bisogna abituarsi a decisioni che si formano riunione dopo riunione, non a un percorso già scritto. Cosa cambia per chi deve rinegoziare un fido Il costo di un fido di cassa o di un castelletto salvo buon fine è in larga parte ancorato all'Euribor e ai tassi ufficiali BCE: i 25 punti base di giugno si sono già trasferiti, con il consueto ritardo tecnico, sulle condizioni applicate dalle banche. Se hai un fido in scadenza o in rinnovo nei prossimi mesi, ha senso avviare la trattativa con la banca prima possibile, portando a supporto bilanci aggiornati e un piano di utilizzo della linea: in una fase di tassi non prevedibili, la qualità del merito creditizio pesa più che in passato nella definizione dello spread applicato. Cosa cambia per chi valuta un nuovo mutuo Con l'addio alla forward guidance, i mercati non hanno più una mappa dei tassi su cui costruire aspettative di lungo periodo: le condizioni si aggiornano rapidamente in base ai dati via via pubblicati. Per chi sta valutando un mutuo, questo si traduce in una scelta più delicata tra tasso fisso e tasso variabile. Il tasso fisso blocca oggi un costo noto, mettendo al riparo da ulteriori strette; il variabile può convenire se si ritiene probabile un allentamento nella seconda parte del percorso BCE, ma espone, nel frattempo, a una rata meno prevedibile. Non è più il momento di scegliere in base a sensazioni: conviene simulare entrambi gli specifici scenari sull'importo e sulla durata dell’operazione. Liquidità aziendale: muoversi senza una rotta annunciata Lagarde ha indicato quattro variabili che guideranno le prossime decisioni: inflazione, energia, salari e andamento del credito bancario. Sono, non a caso, gli stessi fattori che un'impresa dovrebbe monitorare per anticipare l'evoluzione del costo del denaro sulle proprie linee di credito e sulla liquidità disponibile. In un contesto in cui la BCE stessa rinuncia a fornire indicazioni preventive, diventa ancora più importante non lasciare la liquidità aziendale ferma su un unico orizzonte temporale, ma mantenerla flessibile e pronta ad adattarsi a scenari diversi. Il punto di vista di un wealth manager La vera novità di Sintra non è il livello dei tassi, ma il metodo: la BCE ha smesso di raccontare in anticipo cosa farà. Per un imprenditore questo significa che pianificare il costo del debito "guardando alle mosse di Francoforte" non basta più. Conviene invece costruire, insieme al proprio consulente, scenari alternativi su fidi e mutui, così da non farsi trovare impreparati qualunque sia la direzione presa a fine luglio. [Fonti: Banca Centrale Europea, Forum BCE di Sintra (1° luglio 2026), Eurostat, agenzie di stampa.] Vuoi valutare l'impatto di questi scenari su un fido da rinnovare o su un mutuo in fase di valutazione? Inizia da qui > https://massimogelmuzzi.it/inizia-da-qui/ . | MASSIMO GELMUZZI WEALTH ADVISOR](https://massimogelmuzzi.it/wp-content/uploads/2026/07/Massimo-Gelmuzzi-NL306-BCE-rialzo-attendismo.001-768x432.jpeg)

![Massimo-Gelmuzzi-NL304-Scenario-2026-parte3.001 SCENARIO 2026 [parte 3 di 3] Quello che sta cambiando senza fare rumore Concludo questo ciclo di tre articoli affrontando il punto più importante. Nei due articoli precedenti abbiamo visto che: il mondo sta cambiando struttura; l’inflazione è tornata; il rischio è più complesso. Ora la domanda è: cosa fare concretamente? Risponderò illustrando i tre principi fondamentali per affrontare il cambiamento strutturale in corso Primo principio: non è il momento di essere bravi È il momento di non fare errori perché oggi il rischio non è perdere tutto ma erodere lentamente valore senza accorgersene. Gli errori più pericolosi (emersi chiaramente) 1. Liquidità ferma. 2. Concentrazione geografica. 3. Fidarsi del passato. 4. Approccio speculativo. Secondo principio: costruire un sistema, non un portafoglio Una frase chiave dell’evento: “non si scelgono strumenti, si costruiscono sistemi”. Che significa: diversificazione reale; asset non correlati; protezione patrimoniale; liquidità strategica. Terzo principio: la liquidità torna centrale Controintuitivo, ma fondamentale: la liquidità non è inattività, è opzionalità. Serve per: sfruttare i ribassi; adattarsi rapidamente; evitare decisioni forzate. Quarto principio: attenzione alla falsa sicurezza Esempi concreti: oro → non più “rifugio puro”; correlazioni cambiano; tecnologia → rischio obsolescenza. Anche ciò che sembrava sicuro, oggi va riletto. Opportunità, quelle vere Lo scenario non è solo rischio. È anche opportunità per chi: capisce prima; si muove con metodo; non segue il rumore. E qui entra in gioco un concetto chiave emerso: i conflitti accelerano l’innovazione. La nuova direzione I possibili vincitori: aziende meno globalizzate; asset reali; settori strategici (energia, infrastrutture, AI selettiva). Conclusione Sintetizzando tutto in una frase: “Non vince chi prevede il futuro. Vince chi si adatta più velocemente.” Se vuoi fare un passo avanti in più Se vuoi capire come adattare: il tuo patrimonio personale; la liquidità aziendale; il tuo portafoglio, a questo scenario, prenota la tua Diagnosi di Portafoglio. | Massimo Gelmuzzi Wealth Advisor](https://massimogelmuzzi.it/wp-content/uploads/2026/04/Massimo-Gelmuzzi-NL304-Scenario-2026-parte3.001-768x432.jpeg)
![Massimo-Gelmuzzi-NL303-Scenario-2026-parte2.001 SCENARIO 2026 [parte 2 di 3] Quello che sta cambiando senza fare rumore Nell’articolo precedente abbiamo visto una cosa fondamentale: il mondo sta cambiando struttura, non semplicemente attraversando una crisi. Oggi facciamo un passo in più, perché quello che sta emergendo dallo scenario 2026 è qualcosa che molti non vogliono dire chiaramente: potremmo entrare in una fase di stagflazione. E questo cambia completamente le regole del gioco. I dati non stanno più raccontando la verità Uno dei punti più tecnici ma importanti emersi: i dati economici stanno diventando meno affidabili. Negli Stati Uniti, ad esempio: crescita più debole del previsto; dati macro incoerenti; segnali di rallentamento nel lavoro impiegatizio. Questo crea una conseguenza enorme: i mercati stanno navigando nella nebbia. L’inflazione non è finita, sta tornando Molti pensavano che il picco inflattivo fosse alle spalle. In realtà l’inflazione non è stata un episodio, ma un segnale. Perché oggi abbiamo: aumento delle commodity; shock energetici; tensioni sulle supply chain. E soprattutto gli effetti indiretti su tutta la filiera del petrolio, come fertilizzanti, plastica, logistica, etc. Il rischio reale: inflazione + rallentamento Questo è il punto chiave. Non stiamo parlando solo di inflazione, solo di recessione, ma di entrambe contemporaneamente. Perché è pericoloso Perché in questo scenario: le banche centrali sono bloccate; alzare i tassi peggiora la crescita; abbassarli alimenta l’inflazione. Non esiste una soluzione semplice. L’elefante nella stanza: il debito Un altro punto cruciale emerso: il sistema globale è carico di debito. E oggi abbiamo: più spesa militare; più spesa pubblica; più interventi. Cioè più pressione sui bilanci statali. E i mercati? Qui arriva il passaggio che ti interessa di più: storicamente ogni shock energetico importante è stato seguito da una recessione. Questo non significa che accadrà sicuramente ma che il rischio è reale e sistemico. Il vero cambio mentale Se c’è una cosa che devi portarti a casa è questa: il mondo “a bassa inflazione e crescita stabile è finito. Era un’eccezione storica, non la regola. Traduzione per un investitore Tutto questo significa: meno certezze; più dispersione; più selezione. Nel prossima articolo chiuderò il cerchio e affronterò questi temi fondamentali: cosa fare concretamente; quali errori evitare; come costruire un portafoglio adatto a questo scenario. E, soprattutto, come trasformare questo contesto in vantaggio competitivo. | Massimo Gelmuzzi Wealth Advisor](https://massimogelmuzzi.it/wp-content/uploads/2026/04/Massimo-Gelmuzzi-NL303-Scenario-2026-parte2.001-768x432.jpeg)