Un consulente finanziario intraprendente

Sono diversi anni che conosco Massimo e il filo conduttore di questa amicizia, nata dopo aver iniziato ad affidare a lui i miei pochi risparmi, è la fiducia.

Nella vita possono nascere amicizie che sfociano in collaborazioni di lavoro: esistono certo, ma non credo molto in questi tipi di rapporto lavorativo e le relazioni personali pregresse distorcono la realtà dei fatti. A volte dici, o non dici, in funzione di equilibri personali, e questo falsa la relazione di lavoro. Poi ci sono legami di lavoro che sfociano in amicizia, che diventa il vero valore aggiunto della relazione lavorativa e questo secondo caso è quello che mi lega a Massimo.

Ho avuto modo di pesare il suo lavoro senza condizionamenti e gli anni che ci legano testimoniano la professionalità di Massimo nello svolgere la sua attività: presente, professionale, veloce, educato. In altre parole efficiente.

I soldi, anzi, i propri risparmi, sono un patrimonio che coinvolge tutto il mondo familiare e personale, un “sistema” delicato alla base della vita di ognuno.

Una volta la banca era una delle istituzioni basilari, uno dei pochi punti di riferimento certi nella vita, come il maresciallo dei carabinieri, il parroco, il medico di base.

In banca ognuno aveva il suo “Mario”, la persona a cui ci si rivolgeva per qualunque operazione, che consigliava di sottoscrivere bot e cct per le due lire (all’epoca) che si risparmiava e si tenevano sul conto. L’estratto conto mensile che arrivava con l’ammontare del tesoretto era il momento in cui si iniziava ad avere la consapevolezza di essere riusciti ad incanalare la propria vita nel percorso corretto.

Nella mia “banca” Il mio Mario si chiamava Francesca ma un giorno mi rispose Antonio e mi disse che Francesca non ci sarebbe più stata perché trasferita in altra filiale, così sparì, senza lasciare traccia. Si aprì una piccola crepa: chi era Antonio? Cosa sapeva  di me? Se avessi avuto bisogno di un consiglio, mi avrebbe dato una mano? Passarono un paio di mesi, e anche Antonio sparì. La crepa diventò più grande e capii che questa giostra non avrebbe avuto più fine.

Casualmente un amico comune mi presentò Massimo, giovane e intraprendente consulente finanziario, che mi spiegò un po’ il mondo bancario da un’altra angolazione, così iniziai ad affidargli qualche risparmio: da quel giorno lontano Massimo non ha mai cambiato atteggiamento, era ed è rimasto presente, professionale, veloce, in altre parole costantemente efficiente. Ho tralasciato la parola “educato” per sostituirla con “amico”.

Ricordo di aver lasciato definitivamente la vecchia banca dopo anni di collaborazione con Massimo, senza che lui mi abbia mai forzato, si è sempre allineato alla mia velocità, e da una decina di anni si occupa in toto dei risparmi di famiglia: oggi è un amico ed è anche “la mia banca”.

Il valore principale che riconosco a Massimo è la fiducia: si conquista e si consolida nel tempo, a volte la si può perdere in un minuto.

Gli riconosco anche la capacità di mettersi in discussione e di impegnarsi costantemente ad ampliare le sue conoscenze per metterle al servizio dei sui clienti: valore non comune.