Bias cognitivi ed euristiche: come influenzano le nostre scelte finanziarie

Comprendere i bias cognitivi e le euristiche che costituiscono la finanza comportamentale è come navigare le acque tempestose dei mercati finanziari con una bussola aggiuntiva: ovvero la consapevolezza delle nostre emozioni.

In questo approfondimento voglio portare una luce profonda su come le emozioni, spesso sottovalutate, plasmano il corso delle nostre decisioni finanziarie e, di riflesso, come influenzano l’andamento dell’intero panorama dei mercati finanziari.

Bias cognitivi ed euristiche: come influenzano le nostre scelte finanziarie | Massimo Gelmuzzi Consulente Finanziario

Le emozioni e le decisioni finanziarie: un connubio potente

Siamo tutti, in qualche modo, soggetti all’influenza delle emozioni nelle nostre decisioni finanziarie quotidiane.

L’avidità che ci spinge a cercare rendimenti straordinari, la paura che ci fa ritirare i capitali durante i momenti di incertezza, la preoccupazione che ci fa ritardare gli acquisti nei momenti di opportunità, sono forze potenti che plasmano le nostre azioni finanziarie.

La finanza comportamentale parte dal presupposto che, per comprendere appieno le decisioni finanziarie, è fondamentale esaminare prima di tutto il ruolo dominante delle emozioni.

Questo perché nei momenti decisivi delle scelte quotidiane, che definiscono la nostra vita, l’emotività gioca sempre un ruolo superiore rispetto alla ragione.

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I bias cognitivi e le trappole psicologiche

Esploriamo alcune delle più comuni trappole psicologiche, note come bias cognitivi, che possono distorcere il processo decisionale.

Riconoscere e individuare questi bias ci permette di prendere scelte più consapevoli e in linea con i nostri obiettivi finanziari e di vita.

A differenza di come si pensa spesso, l’essere umano non è un essere perfettamente razionale, bensì è guidato in tutto e per tutto dalle emozioni che prova.

 

1_ L’inerzia finanziaria

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In una società così veloce e piena di stimoli come la nostra, le persone hanno sempre più la tendenza ad agire in uno stato di inerzia costante.

Il concetto di inerzia, conosciuto bene nel mondo della fisica, significa ‘’tendenza di un corpo a conservare uno stato di quiete’’.

In parole semplici è quella forza che devi affrontare inconsapevolmente quando sei seduto su una sedia ma desideri alzarti.

Nella vita di tutti i giorni è quella forza che ti porta a riempire la tua agenda di impegni e to-do-list e che ti fa sentire efficiente, impegnato e occupato.

Passando al concreto del settore finanziario possiamo dire che l’inerzia finanziaria è quella forza che ti spinge a restare con una banca perché ‘’non hai tempo di guardarne altre’’, o perché ‘’tutto sommato mi sta simpatica la cassiera’’.

O perché ‘’l’addetto ai titoli è un amico di famiglia’’ ma poi quell’opzione che hai scelto ti offre prodotti finanziari inefficienti e carichi di costi, che sono nascosti così bene che passando inosservati. La frizione nell’agire parte da una sensazione legata alla complessità dell’atto e dalle azioni da compiere.

Per combattere questo nemico invisibile è estremamente importante essere consapevoli, avere conoscenza e agire a piccoli passi per evitare il timore di un grande cambiamento.

 

2_ L’avversione alle perdite

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Una delle resistenze più forti che ho incontrato, da parte dei clienti, nella mia carriera da consulente finanziario è quella espressa nella frase: ‘’Voglio investire in qualcosa di tranquillo, che abbia zero rischi ma che mi dia un piccolo rendimento’’.

Tornando molto indietro nel tempo, ci sono stati anni in cui le banche riuscivano a darti un ritorno anche solo per le liquidità detenute sui conti correnti.

Ma ormai questi tempi sono passati da un pezzo e non si vedono nemmeno con il binocolo!

Sennonché l’inflazione alle stelle del 2023 ha cambiato le carte in tavola portando sul piatto i conti deposito, opzione che tra pochi mesi non ci sarà più per effetto della discesa dei tassi.

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L’avversione alle perdite è un bias che colpisce tutti, senza alcuna distinzione: tutti abbiamo paura di perdere le nostre cose e i nostri soldi!

Ed è lecito in un contesto in cui è sempre più difficile guadagnare e risparmiare.

Immagina solo il dolore che si prova quando perdiamo qualcosa di nostro rispetto a quando otteniamo un successo. Diamo molto più peso alle privazioni che ai guadagni.

Oggi viviamo in una società in cui questo modo di pensare potrebbe bloccarti dal prendere un rischio accettabile ma indispensabile per poter vedere dei guadagni realmente utili al raggiungimento del tuo stile di vita e degli obiettivi cui hai sempre aspirato.

Ripeto: nessuno è escluso da questo meccanismo, nemmeno gli investitori più evoluti che, durante un periodo di grandi oscillazioni negative di mercato, quando vedono un -5%, o un -15% a maggior ragione, pur di recuperare la perdita (fittizia e non realizzata) fanno scelte impulsive che portano a trasformare quella perdita in realtà.

Per cercare di compensare una perdita che ancora non esiste rischiano di causarne una molto più reale e ingente!

Questo bias ti porta a fare l’esatto opposto di quello che definiscono le regole della finanza,: compra e resta nel mercato quando è basso – ma non solo, se ti è possibile incrementa asset di valore – mentre esci e vendi quando è alto.

 

3_ L’effetto gregge

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Questo bias affonda le sue radici sul fatto che l’essere umano è un animale sociale, un essere per il quale le relazioni e il contatto umano sono essenziali per vivere.

Se da un lato l’unione fa la forza e la collaborazione tra menti e persone ha portato a grandi evoluzioni e scoperte, dall’altro quando far parte di un gruppo ti porta a prendere determinate decisioni ‘’perché lo fanno tutti’’, allora sei vittima dell’effetto gregge.

Il mercato finanziario stesso si muove spesso sulla base di questo effetto.

Pensa solo a com’è cresciuto in fretta il mercato delle criptovalute: sui social spopolano i post di guru che si stanno arricchendo grazie a queste monete digitali, aumentano l’effetto ‘’tutti si stanno arricchendo con questo strumento, devo averlo il prima possibile anche io per non essere tagliato fuori’’.

Il meccanismo non cambia quando vediamo una discesa sui mercati che crea l’effetto: ‘’tutti stanno vendendo, devo farlo anche io prima che sia troppo tardi’’.

A livello conscio e razionale non è detto che quello che fa noi sembra che stiano facendo tutti sia la cosa giusta e affrontare questo bias – con una chiara strategia, una diversificazione e degli obiettivi precisi – ti permette di rimanere fermo quando la scelta non rispecchia ciò vuoi raggiungere e agire quando i tuoi obiettivi ne possono trarre vantaggio, indipendentemente da ciò che fanno tutti.

 

4_ Overconfidence bias

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L’overconfidence bias è una tendenza psicologica che porta le persone a sopravvalutare le proprie abilità, competenze o previsioni, pensando di essere migliori di quanto in realtà siano. Nella sfera finanziaria, questo bias cognitivo può avere impatti significativi sulle decisioni degli imprenditori e degli investitori.

Caratteristiche dell’overconfidence bias:

  • Eccessiva fiducia nelle proprie capacità: gli individui affetti da overconfidence bias tendono a credere di essere più competenti di quanto siano realmente. Nel contesto finanziario, ciò potrebbe tradursi nell’idea che un imprenditore sia in grado di prevedere il mercato o scegliere investimenti migliori di quanto la realtà dimostri.
  • Sottostima del rischio: coloro che sono vittime di questo bias spesso sottostimano il rischio associato alle proprie decisioni finanziarie. Pensano di poter gestire situazioni complesse o prevedere gli eventi futuri in modo più accurato di quanto sia possibile.
  • Mancanza di riconsiderazione: l’overconfidence può portare a una mancanza di riconsiderazione delle proprie opinioni o decisioni. Gli individui potrebbero essere riluttanti a mettere in discussione le proprie previsioni o strategie, anche quando ci sono evidenze contrarie.

L’eccesso di confidenza nelle proprie capacità e competenze, può portare a non valutare attentamente tutti i possibili rischi di mercato. I mercati finanziari sono come un libro a finale aperto, non sai mai cosa può succedere, e non analizzare attentamente la situazione può portare a prendere scelte impulsive, spesso non in linea con i veri obiettivi che ti sei prefissato di raggiungere.

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Prenditi il tempo di conoscere te stesso

Potremmo continuare all’infinito a spiegare la lunga lista di bias che affligge gli investitori, ma il punto importante da cogliere è che per ridurre al minimo l’effetto di queste scorciatoie errate e dannose nella nostra vita finanziaria bisogna conoscere se stessi, i propri obiettivi e la propria propensione al rischio.

Il nostro nemico, o il nostro amico, è la persona che vediamo nello specchio ogni mattina.

La finanza è una scienza sociale che non può essere toccata con mano e che dipende interamente dai comportamenti umani.

La mente invece ha il potere di plasmare la realtà e influenzare le azioni che ne derivano.

Per questo è estremamente importante conoscere le basi dell’economia, della finanza ma soprattutto della nostra mente, umana e fallace.

I bias cognitivi sono distorsioni che non potranno essere eliminate del tutto, ne saremmo sempre soggetti ma imparare a riconoscerle e conoscere le proprie emozioni ci permetterà di fermarci, porci qualche domanda in più e riflettere meglio prima di agire d’istinto.

Sopratutto in un mondo dove ci sarà sempre il “guru” della situazione pronto a venderti il sogno della vita perfetta senza alcuno sforzo.

Consapevole dell’importanza che le emozioni coprono nelle scelte di investimento che facciamo quotidianamente, consiglio sempre di affidarsi ad un vero consulente, un professionista indipendente ed esperto che possa essere un supporto e un’ancora nei momenti di burrasca.

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