Fondi pensione: cosa sono, che tipologie ci sono e perché sono importanti

La pianificazione finanziaria per il futuro della pensione è un argomento estremamente importante, perché affrontarlo e mettere in atto delle giuste azioni può fare la differenza nel modo in cui andremo a vivere l’età della pensione.

L’argomento pensione in Italia, è davvero tedioso, il problema delle pensioni è un’emergenza che crea notevole preoccupazione, soprattutto tra i giovani che si chiedono se raggiungeranno mai l’età contributiva e la serenità per poter andare in pensione e ottenere un adeguato sussidio.

Il gap salariale, e l’enorme divario che c’è tra nascite e pensionati sta portando l’Italia a enormi difficoltà nel garantire un sussidio pensionistico per le generazioni di oggi che saranno i pensionati di domani.

La previdenza complementare rappresenta, senza ombra di dubbio, la soluzione migliore per anticipare questo problema.

In questa guida andremo ad analizzare cosa sono i fondi pensione, quali tipologie ci sono e che cosa offrono.

Cos’è un fondo pensione e chi può aderirvi?

I fondi pensione sono un strumento di risparmio di medio-lungo periodo che hanno come obiettivo quello di integrare il sussidio della pensione obbligatoria.

La saggia scelta di aderire ai fondi pensione è aperta a tutti: lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato, lavoratori autonomi, liberi professionisti, studenti, minori e soggetti fiscalmente a carico.

Diciamocela tutta, noi che andremo in pensione tra 15/20/30 anni la pensione obbligatoria la vedremo con il binocolo.

Vediamo un pò di dati per capire il perché.

Il debito pubblico Italiano, aumenta ogni giorno sempre di più. Oggi con l’effetto dell’inflazione intorno al 6% i tassi stanno salendo parecchio (e continueranno a salire nei prossimi mesi), e questo effetto non è destinato a cambiare a breve.

Questa situazione economica comporta una certezza, il debito pubblico italiano continuerà a crescere e comporterà una decrescita del sussidio pensionistico e un innalzamento dell’età della pensione.

Si stima infatti che ad arrivare al 2050, il tasso di sostituzione sarà del 68,5% per i lavoratori dipendenti e del 49,3% per i lavoratori autonomi. I tassi di sostituzione dei dipendenti sono superiori, per la Ragioneria dello Stato, in virtù della maggiore continuità della carriera rispetto ad un lavoratore autonomo.

Dall’evidenza di questi dati sorge spontanea una domanda, se già oggi è difficile far fronte al costo della vita con gli stipendi attuali come farai domani con un evidente riduzione del reddito?

Quali sono le tipologie di fondi pensione?

In Italia ci sono 3 categorie di fondi pensione: fondi pensione chiusi, aperti e PIP (piani individuali pensionistici).

Andiamo a vedere più da vicino cosa caratterizza questi fondi, al fine di fare la scelta migliore per te stesso e il tuo futuro.

Fondi pensione aperti

I fondi pensione aperti sono degli accantonamenti che possono essere collocati da banche, imprese assicurative, SGR (società di gestione del risparmio) o da SIM (società di intermediazione immobiliare).

Vengono definiti fondi aperti perché chiunque può aderirvi, indipendente dalla categoria lavorativa. In aggiunta sono aperti sia alle adesioni individuali che quelle collettive ( in accordo con il datore di lavoro o le rappresentanze sindacali).

Per scegliere quello giusto per le tue esigenze presenti e future, e smettere di rimandare oggi scelte importanti per la tranquillità di domani non esitare a fissare una consulenza personalizzata con me.

Fondi pensione chiusi

I fondi pensione chiusi vengono così definiti perché sono riservati a specifiche categorie di lavoratori e sono soggetti a accordi o contratti collettivi di lavoro.

Differiscono a seconda del territorio e delle aziende all’interno delle quali si lavora.

PIP (piani individuali pensionistici)

I piani individuali pensionistici sono tipologie di fondi pensione che possono essere stipulati solo con compagnie assicurative e solo su adesione individuale

Perché è importante avere un fondo pensione in portafoglio e che vantaggi offre

A partire dagli anni 90 il sistema pensionistico italiano è stato ampiamente modificato. Oggi la pensione viene calcolata sulla base dei contributi versati (metodo contributivo) e non più sulla base delle ultime retribuzioni ricevute (metodo retributivo).

Avere un un fondo pensione all’interno del tuo portafoglio ti permette di:

1_ Destinare una parte dei tuoi risparmi per integrare il sussidio della previdenza obbligatoria e vivere con maggiore tranquillità la pensione;

2_Affrontare eventuali difficoltà legate all’acquisto e alla ristrutturazione della casa, spese sanitarie o inoccupazione;

3_ Anticipare la tua età pensionabile.

Non siamo in grado di influenzare l’andamento dei mercati e le decisioni del governo in merito a modifiche sulla gestione del sistema pensionistico ma ogni giorno abbiamo la possibilità di prendere delle scelte che contribuiscono alla nostra serenità.

Ogni giorno siamo bombardati da notizie dei telegiornali che ci ricordano la difficile situazione nella quale verte l’INPS, ma oltre ad ascoltare e imprecare contro lo Stato, le tasse e il reddito di cittadinanza cosa possiamo fare di concreto per migliorare la nostra situazione?

Siamo d’accordo che tutto questo aggiunge difficoltà ad una situazione economica e politica già complicata, ma non puoi rimandare la questione pensione fin quando non si presenterà il problema.

Il punto è che tutti prima o poi smetteremo di lavorare, è inevitabile, non si sa quando ma arriverà un momento in cui succederà pertanto rimandare il problema non è un comportamento funzionale e risolutivo.

Soprattutto perché negli ultimi decenni gli italiani sono diventati un pò come gli americani, vogliono vivere al di sopra delle proprie possibilità; non a caso siamo uno degli stati più indebitati d’Europa, sia come stato che come cittadini.

A differenza di tanti problemi mondiali, come la fame del mondo o la distruzione ambientale, il problema della pensione può essere risolto a partire da te.

TFR e fondo pensione

Uno dei più grandi dilemmi dei lavoratori è quello di decidere se destinare il TFR ad una previdenza complementare o mantenerlo in azienda.

Nel medio-lungo termine la soluzione migliore a livello fiscale è quella di destinare il proprio TFR (trattamento di fine rapporto) ad una forma di previdenza complementare, questo perché le aliquote di tassazione possono arrivare fino ad un minimo del 9% per il TFR versato e fino al 35% per il TFR mantenuto in azienda (un vero suicidio fiscale).

Abbiamo approfondito il tema del TFR in azienda nell’articolo che segue, cliccando sull’immagine:

Un altro grande dubbio che attanaglia centinaia di risparmiatori è quello di pensare che una volta versato, il TFR non può più essere ritirato fino al momento della pensione. FALSO.

E’ un tema che però approfondirò più avanti, pertanto continua a leggere.

Quali prestazioni offre un fondo pensione?

Un lavoratore, giunto all’età pensionabile, ha la possibilità di decidere in che modo riscattare il piano previdenziale a seconda delle esigenze di quel momento.

In generale si può optare per 3 opzioni:

1_ Trasformare il valore totale del fondo in una rendita vitalizia: grazie alla quale si riceveranno quote accantonate nel fondo pensione insieme al sussidio della previdenza pubblica. Un grande vantaggio di questa opzione è che questa scelta può essere soggetta a reversibilità;

2_ Riscattare il 50% come capitale e il 50% come rendita: grazie al quale di ottiene il 50% del capitale accumulato e il 50% del fondo si ottiene tramite quote insieme alla pensione obbligatoria;

3_ Riscattare il 100% sotto forma di capitale: grazie al quale si ottiene l’intero capitale accumulato in un’unica soluzione. Questa opzione è possibile solo nel momento in cui la somma totale del fondo pensione non supera un ammontare preciso specificato dall’INPS.

La scelta di un’opzione piuttosto che un’altra dipende dalle esigenze che si hanno in quel momento.

Riscatti e anticipazioni

Come anticipavo precedentemente, una volta che vengono accantonate delle somme, che siano versamenti volontari o quote del TFR non è vero che saranno bloccate fino al momento della pensione.

E’ possibile riscattare totalmente il fondo o richiedere delle anticipazioni per specifiche cause, che andremo ad analizzare più da vicino.

1_ Riscatto del fondo pensione: Il riscatto prevede un prelievo anticipato delle somme accantonate e varia a seconda che il fondo sia individuale o collettivo.

Nel caso di adesione individuale si può riscattare il 50% del capitale nel caso in cui non sei in possesso di un’attività lavorativa da almeno un anno, e riscattare il 100% nel caso in cui sei un disoccupato da almeno 4 anni.

Nel caso di adesione collettiva, oltre alle due condizioni menzionate per quella individuale, si aggiunge anche l’eventualità che una persona abbia smesso di lavorare per una determinata società, e quindi cambiato azienda.

2_ Anticipazioni del fondo pensione: per richiedere l’anticipazione del fondo pensione esistono principalmente 3 situazioni. Per spese straordinarie riferite a spese mediche e cure sanitarie è possibile richiedere il 75% del capitale senza rispettare nessuna scadenza.

Nel caso in cui si ha la necessità di acquistare o ristrutturare la prima casa (per sé o per i figli) è possibile richiedere il 75% ma solo dopo 8 anni dalla data di adesione al fondo.

Nel caso in cui si ha la necessità di riscattare il fondo per altri motivi ed esigenze familiari è possibile riscattare il 30% ma solo dopo 8 anni dalla data di adesione al fondo.

Tassazione e deducibilità

Da gennaio 2007, lo stato italiano, ha introdotto alcuni vantaggi fiscali per incentivare i cittadini a sottoscrivere i fondi pensione complementari. In particolar modo:

1_ Deducibilità del fondo pensione nella dichiarazione dei redditi fino ad un massimo di €5,164;

2_Prelievi fiscali più vantaggiosi per i rendimenti ottenuti dai BOT o impieghi simili;

3_ Aliquota decrescente per ogni anno di permanenza nel fondo pensione, fino ad arrivare ad un minimo del 9%.

Conclusioni e piano d’azione

Siamo giunti alla conclusione di questa guida alla sottoscrizione del fondo pensione.

Una nota più che importante da tenere a mente è che il fondo pensione complementare deve fare parte del nostro portafoglio finanziario ma la scelta del fondo è essenziale.

Non tutti i fondi saranno gli alleati giusti per il tuo futuro.

Se parli con assicuratori, attivi da anni in questo settore, ti proporranno una loro polizza con magari €100 al mese giusto per iniziare, ma guarda caso senza dirti che il frazionamento ha un costo di 8% all’anno.

Se ne parli in posta ti proporranno la loro fantastica soluzione mista ma ti sfido a capire cosa ci sia davvero dentro, e se ne parli in banca ti proporranno a loro volta altre soluzioni e il più delle volte parlando tanto di rendimenti ma non di costi.

Il punto è, fare polizze e fondi pensioni a caso, non è la soluzione. Non basta investire in qualcosa a caso giusto per dire, ho un piano pensione e sarò coperto nel momento in cui ci andrò.

Per capire quale fondo pensione è più adatto alle tue esigenze, è essenziale affidarsi ad un esperto indipendente che abbia chiaro a 360° quali sono le tue esigenze e com’è distribuito il tuo portafoglio, al fine di agire sulla base delle aree scoperte e quali punti di forza possono essere utili ad ottimizzare la tua situazione.