Vedi la pensione come un momento sempre più lontano? 

A dir poco un miraggio, una fase tanto incerta della vita.

Ogni governo che sale al potere vuole rendere sempre più lungo il periodo di tempo passato a lavorare e sempre più corto quello della pensione.

I nostri nonni andavano in pensione verso i 55-60 anni con una pensione pari all’incirca al 90% dello stipendio medio, mentre oggi la linea temporale si è spostata ai 70 anni con una pensione pari al 65% dello stipendio.

Versare il TFR in un fondo individuale ti permette di svincolarti dalle dinamiche aziendali, e mettere al sicuro il tuo gruzzolo indipendentemente dal destino dell’azienda. Optare per questa scelta non toglie l’interesse e la soddisfazione che provi nel lavorare per una determinata realtà ma ti permette di tenere al sicuro, da rischi che si possono evitare, il tuo futuro previdenziale | Massimo Gelmuzzi Consulente Finanziario

Ogni anno che passa la situazione economica peggiora sempre di più, e secondo i recenti dati il 76% degli italiani non supera i 30 mila euro annui lordi di reddito.

Ipotizzando uno stipendio mensile di 1.400 euro, il 65% è pari a 910 euro al mese, ipotetici, di pensione.

Di certo non sufficiente nemmeno per sopravvivere con i costi sempre maggiori di affitti, mutui, spese sanitarie, bollette e mangiare.

Proprio per questo motivo è essenziale agire il prima possibile per non lasciare il futuro della tua pensione nelle mani dell’azienda dove lavori o dell’INPS che è sempre più vicina al lastrico.

Cos’è il TFR

Versare il TFR in un fondo individuale ti permette di svincolarti dalle dinamiche aziendali, e mettere al sicuro il tuo gruzzolo indipendentemente dal destino dell’azienda. Optare per questa scelta non toglie l’interesse e la soddisfazione che provi nel lavorare per una determinata realtà ma ti permette di tenere al sicuro, da rischi che si possono evitare, il tuo futuro previdenziale | Massimo Gelmuzzi Consulente Finanziario

Il Trattamento di Fine Rapporto, comunemente noto come TFR, rappresenta una componente essenziale della retribuzione differita del lavoratore dipendente.

In pratica, si tratta di una somma di denaro che l’azienda versa al lavoratore al termine del rapporto di lavoro, quale forma di remunerazione aggiuntiva oltre allo stipendio mensile.

Il TFR è disciplinato dall’articolo 2120 del Codice Civile italiano e rappresenta un diritto del dipendente che si accumula nel corso della sua carriera lavorativa.

In sostanza il TFR viene accantonato dal datore di lavoro e corrisposto al dipendente al momento della pensione o nel momento in cui dovesse cambiare azienda.

Questa forma aggiuntiva di pagamento è sempre stata considerata come un salvadanaio al quale si poteva attingere in caso di spese straordinarie come l’acquisto di un’immobile, il matrimonio dei figli o per importanti spese sanitarie.

Ad oggi però, il contesto economico è ben diverso se pensiamo a quello dei nostri nonni. Come ben sappiamo un tempo era più facile entrare nel mondo del lavoro all’interno di un’azienda e concludere il proprio percorso lavorativo sempre nella stessa azienda. Arrivando così alla pensione con un bel gruzzoletto.

Oggi si cambia lavoro molto più spesso, le nuove generazioni sono sempre di più alla ricerca di equilibrio tra vita-lavoro, il punto è che cambiando spesso contesto lavorativo si tende ad accumulare sempre meno TFR.

Cosa significa tenere in azienda il TFR

Versare il TFR in un fondo individuale ti permette di svincolarti dalle dinamiche aziendali, e mettere al sicuro il tuo gruzzolo indipendentemente dal destino dell’azienda. Optare per questa scelta non toglie l’interesse e la soddisfazione che provi nel lavorare per una determinata realtà ma ti permette di tenere al sicuro, da rischi che si possono evitare, il tuo futuro previdenziale | Massimo Gelmuzzi Consulente Finanziario

Al momento della stipula di un contratto di lavoro al lavoratore viene sempre chiesto se preferisce tenere il TFR in azienda o destinarlo ad un fondo pensione.

Ad oggi, oltre il 70% degli italiani decide di tenere il proprio TFR in azienda, una scelta che è davvero un suicidio fiscale.

Ma lasciami spiegare perché…

Immagina che l’azienda in cui lavori stia attraversando un periodo di crisi, dal quale non riesce ad uscire pertanto è costretta a lasciarti a casa e poi a chiudere.

Visto il periodo economico che abbiamo attraversato con il covid non è una situazione difficile da immaginare.

Rappresenta però un classico caso in cui perdi di colpo il lavoro, lo stipendio e anche il TFR che hai accumulato nel tempo in cui sei rimasto lì.

Nella buona delle ipotesi ti potrebbe essere restituito, nella peggiore (non impossibile) potresti rimanere senza niente per le mani.

Sono casi ben noti in Italia, basta pensare al crac Parmalat poi finito in fallimento, o i fallimenti come Mercatone Uno o Magrì Arreda i cui lavoratori ancora oggi a distanza di anni non hanno nulla tra le mani, tutto questo successo senza alcun preavviso ma dal giorno alla notte.

E’ lampante come la scelta di mantenere il TFR in azienda sia un rischio enorme, e soprattutto una scelta poco diversificata. Come dico sempre una delle regole base della finanza è: mai tenere le uova nello stesso paniere. Se il paniere perde, tu hai perso tutto, compresa la sicurezza finanziaria per la tua pensione.

Cosa significa investire il TFR in un fondo pensione

Versare il TFR in un fondo individuale ti permette di svincolarti dalle dinamiche aziendali, e mettere al sicuro il tuo gruzzolo indipendentemente dal destino dell’azienda. Optare per questa scelta non toglie l’interesse e la soddisfazione che provi nel lavorare per una determinata realtà ma ti permette di tenere al sicuro, da rischi che si possono evitare, il tuo futuro previdenziale | Massimo Gelmuzzi Consulente Finanziario

Versare il TFR in un fondo individuale ti permette di svincolarti dalle dinamiche aziendali, e mettere al sicuro il tuo gruzzolo indipendentemente dal destino dell’azienda.

Optare per questa scelta non toglie l’interesse e la soddisfazione che provi nel lavorare per una determinata realtà ma ti permette di tenere al sicuro, da rischi che si possono evitare, il tuo futuro previdenziale.

Sul mercato ci sono diverse soluzioni possibili nelle quali destinare il tuo TFR:

  • fondi aperti
  • fondi chiusi
  • PIP (piani individuali pensionistici)

Ne ho parlato meglio in questo articolo che ti invito a leggere.

Non siamo in grado di prevedere l’andamento dell’azienda nella quale lavoriamo, così come non siamo in grado di capire se il governo deciderà di rendere obbligatoria l’età pensionabile a 74 anni, così come non possiamo sapere se tra 15/20/30 anni l’INPS esisterà ancora e se tutte le tasse che stiamo versando ora saranno davvero una copertura per la nostra previdenza obbligatoria.

Vantaggi Fiscali: quali puoi ottenere

Versare il TFR in un fondo individuale ti permette di svincolarti dalle dinamiche aziendali, e mettere al sicuro il tuo gruzzolo indipendentemente dal destino dell’azienda. Optare per questa scelta non toglie l’interesse e la soddisfazione che provi nel lavorare per una determinata realtà ma ti permette di tenere al sicuro, da rischi che si possono evitare, il tuo futuro previdenziale | Massimo Gelmuzzi Consulente Finanziario

Al termine del rapporto lavorativo, sia per licenziamento/dimissioni che per pensionamento, il TFR prima di essere liquidato verrà tassato.

Di quanto?

Dipende. L’aliquota che viene applicata è la media IRPEF, e quella degli ultimi 5 anni va da un minimo del 23% ad un massimo del 43%.

Facciamo un esempio numerico concreto.

Supponiamo che tu abbia accantonato €100.000 di TFR in azienda e che la tua aliquota media sia del 30%: in questo caso ti verranno liquidati solo €70.000.

Invece, se i €100.000 fossero stati accantonati in un fondo pensione, innanzitutto sarebbero incrementati perché ogni anno avresti un rendimento, e l’aliquota finale, applicata all’intero patrimonio, sarà al massimo del 15%. Percentuale  che si riduce – dopo il 15esimo  anno – di un ulteriore 0,30% all’anno, fino a raggiungere un’aliquota ridotta al massimo, al 9%.

Quindi anche supponendo di dover optare per l’aliquota massima del 15%, senza conteggiare l’ammontare dei rendimenti che comunque ci saranno, nel peggiore dei casi ti verrebbero liquidati ben €15.000 in più per un totale di €85.000.

Concludo ricordandoti che non scegliendo saranno gli altri a decidere per te.

Prendi in mano la situazione e decidi per il futuro della tua pensione.

Prima agisci, prima darai la possibilità ai tuoi risparmi di crescere e lavorare per te e per la tua serenità e sicurezza futura.

Versare il TFR in un fondo individuale ti permette di svincolarti dalle dinamiche aziendali, e mettere al sicuro il tuo gruzzolo indipendentemente dal destino dell’azienda. Optare per questa scelta non toglie l’interesse e la soddisfazione che provi nel lavorare per una determinata realtà ma ti permette di tenere al sicuro, da rischi che si possono evitare, il tuo futuro previdenziale | Massimo Gelmuzzi Consulente Finanziario