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Dati Vs Previsioni

Poiché a bruschi ribassi susseguono vivaci riprese, tutti gli investitori possono dormire sonni tranquilli? No di certo.
Ma di certo può solo chi ha fatto una profonda scrematura degli asset nei portafogli, utilizzando i dati, i numeri veri.
Perché i dati sono così importanti e come puoi sfruttare questo potente elemento a tuo esclusivo vantaggio?
Il consiglio europeo, alla fine del 2022, ha approvato una nuova direttiva che ha fatto sicuramente poco scalpore ma che è destinata a introdurre cambiamenti radicali nella finanza europea e più in generale in quella globale.
La direttiva che sarà legge entro il 2024, in estrema sintesi, impone alle aziende di pubblicare un nuovo report, denominato Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), che conterrà dati molto importanti per te e la crescita certa dei tuoi investimenti.
In questo report, le aziende devono comunicare dati dettagliati sulla loro sostenibilità, cioè sull’impatto che le loro attività (dall’acquisto di materie prime, alla produzione, distribuzione, fino ai prodotti finiti) hanno su un’ampia e svariata gamma di aspetti ambientali, sociali e di governance.
In pratica è la concretizzazione del termine stra-abusato, ma che ricopre un’importanza sempre più globale, ESG: Environmental – Social – Governance.
Per ora, a questo nuovo setaccio verrano passate, non solo tutte le aziende europee quotate in borsa, con più di 250 dipendenti (poi gradualmente anche tutte le PMI) ma anche – ATTENZIONE che qui è importante – tutte le aziende extra-UE che operano e opereranno su territorio europeo.
Ad oggi si stanno ancora delineando le modalità di applicazione ma di certo è stata indicata una nuova direzione, a cui tutti dovranno adeguarsi.
E come sempre, chi prima e meglio si adeguerà, avrà un vantaggio competitivo incredibile.
Le informazioni, i dati, a cui devi fare attenzione non sono quindi solo quelle che vedi sbandierate sui media e giornali.
Ti ricordo che le brutte notizie vendono 25 volte in più di quelle positive.
Gli editori lo sanno bene e amplificano sempre gli aspetti negativi perché gli faranno vendere più di altri.
Parlo e scrivo spesso di conflitto di interessi in finanza, e cerco sempre di scardinarlo a vantaggio dei miei clienti e degli investitori.
Ma vedo sempre più anche un grande conflitto di interessi per chi seleziona le notizie da dare in pasto a noi lettori.
Tornando all’importanza dei dati, vorrei analizzare la situazione da una visuale più ampia (come dovremmo sempre fare, del resto).
Non voglio girarci intorno, sai che non è nel mio stile e perché oggettivamente la situazione è davvero sotto gli occhi di tutti.
Dallo scoppio della guerra in Ucraina abbiamo assistito ad un poderoso e indistinto TRACOLLO di tutti gli asset.
Le azioni, che non sono altro che quote di partecipazione di aziende reali che producono beni o servizi nel mondo reale, in buona sostanza, sono state vendute a man bassa sul mercato: comportamento comprensibile, in linea generale, e solitamente temprato dalla parte di portafoglio più tranquilla ovvero le obbligazioni.
Ma per effetto dell’impennata dell’inflazione sono crollate anche le obbligazioni e, paradossalmente, in entità ancora maggiore rispetto alle azioni.
La tabella che segue potrebbe apparire molto più complessa di quanto non sia in realtà: puoi notare che è divisa per anno e gli anni dove tutto scende sono molto frequenti. Ma soprattutto, l’anno che segue al tracollo, proprio per un effetto detto ad ELASTICO, si contraddistingue per il recupero dei mercati.
Ci tengo che adesso tu stia davvero attento a quanto sto per scrivere su questo aspetto.
Se è vero che quando i mercati subiscono uno stress eclatante – per effetto di una crisi finanziaria, una pandemia o una guerra – scendono in maniera anche molto profonda, il recupero non è affatto scontato per tutti gli asset e titoli, anzi, per entrare ancora più nel dettaglio, non avviene assolutamente nemmeno nella stessa misura.
Perché le crisi alimentano determinati settori e asset e ne distruggono altri.
Un esempio che tutti abbiamo visto è quello di negozi e botteghe spazzati via in molti casi dalla nascita e sviluppo dei super e ipermercati.
Settore che sta vivendo un’ulteriore trasformazione in corso con l’avvento e lo sviluppo dell’e-commerce, di aziende come Amazon con consegne a domicilio sempre più veloci e resi gratuiti.
Questo è un esempio perfetto a dimostrazione che le crisi, e di conseguenza i ribassi, arrivano sempre, come del resto anche le economie e le aziende si evolvono sempre: come sempre è avvenuto e avverrà alcune emergeranno dalla crisi ancora più forti mentre altre ahimè chiuderanno.
Comprendi quindi che analizzare i dati reali delle aziende, dai bilanci, dagli utili e dalle prospettive di sviluppo e crescita del business diventa sempre più importante per poter meglio interpretare e intercettare i trend futuri o megatrend e le aziende che sapranno prima e meglio cavalcarli.
Credi che sia un’esagerazione?
Bene, voglio darti allora un’ulteriore dimostrazione che incrementare le posizioni in asset di valore durante i periodi di crisi, incertezza e difficolta ti può permettere di sfruttare l’effetto ELASTICO e di rimbalzare nella fase di stabilizzazione prima, e di crescita dopo.
Infatti nel 2022 sono scesi sia i mercati che i flussi del sistema finanziario.
Sì hai capito bene: più i mercati scendevano più le persone, in preda alla paura e al panico, hanno venduto concretizzando delle perdite.
Spero davvero che tu non sia tra questi.
Ma alcuni, una piccolissima porzione di investitori, hanno incrementato le posizioni soprattutto in asset di valore prospettici. Tra questi rientra la totalità degli iscritti alla mia lista gold, che ha mantenuto aperti i piani di acquisti concordati e pianificati.
Oggi siamo in fase rimbalzo – effetto elastico?
Dopo l’anno difficile appena concluso, il 2023 è davvero partito sotto le migliori aspettative. Infatti mercati globali stanno segnando un deciso recupero.
Nonostante potrebbe essere troppo presto per cantare vittoria, è un ottimo momento per fermarti e fare il punto nave sulla situazione del tuo portafoglio.
Quando avvengono ribassi devastanti, come quelli del 2022, è naturale che si viva una situazione di inquietudine ma diventa fondamentale comprendere due aspetti fondamentali:
- I ribassi non sono eterni, infatti si chiamano CORREZIONI, in una fase di crescita del mercato
- La volatilità, o oscillazione temporanea, nelle fasi intermedie di crescita sarà sempre una costante del mercato
In estrema sintesi voglio dirti che i mercati certamente recupereranno – come vedi nella tabella che segue – che prende come esempio il mercato U.S.A., il più grande ed efficiente al mondo.
Ciò significa che vivremo ancora moltissime turbolenze quest’anno, avremo una crescita non certamente lineare, e dovremo sfruttare la REGOLA del 3X per incrementare sugli storni e “potare la siepe” sui rialzi.
Se questi concetti fondamentali – per poter affrontare i mercati sia da un punto di vista operativo che emotivo – non ti fossero ancora chiari ti invito a rileggere il mio approfondimento sul tema, si tratta del principio della siepe nella regola del 3X.
E se vuoi saperne ancora di più, puoi acquistare il mio manuale finanziario Metodo Gelmuzzi dove approfondisco proprio il metodo alla base della corretta pianificazione finanziaria.
Ti ricordo che un piano di investimento – non un mordi e fuggi da speculazione – non può mai prescindere dalla variabile TEMPO.
Ci tengo a ribadirti qui e adesso che non tutti gli asset recuperano, proprio perché si sta diffondendo la malsana idea, senza nessun fondamento, che, una volta innescato il rimbalzo, questo come per magia possa essere duraturo, continuativo senza volatilità per tutti.
Ti mostro questo grafico, indipendentemente dal titolo, a monito del fatto che i recuperi non saranno per tutti i titoli e gli asset e prima farai una diagnosi del tuo portafoglio, prima riuscirai ad uscire dalla schiera sempre più folta dei delusi che riescono solo a ottenere perdite dai propri investimenti.
Quando ti dicono che l’investimento nel lungo termine rende è vero solo parzialmente: ecco perché prima di tutto devi affidarti a un consulente di fiducia.
Il grafico che segue mostra come in un medesimo orizzonte temporale vi sono andamenti differenti.
La discontinuità nella crescita è naturale
Senza esagerare, l’unica vera certezza dei mercati è che la crescita avviene in un’infinita sequenza di volatilità o discontinuità a diverse intensità.
Questo per ricordarti che i problemi del 2022 non sono passati con l’anno nuovo:
- Guerra
- Prezzi elevatissimi e difficoltà nel reperire materie prime
- Crisi dei microchip
- Inflazione
- Rallentamento economico
Anzi, questi problemi alzeranno la testa e genereranno ulteriori oscillazioni sui mercati nel prossimo futuro e ancora a lungo, probabilmente.
Ma visto che nessuno può fare previsioni, è bene affidarsi ai DATI statistici, di bilancio, di utili delle aziende.
Siamo in una fase di prezzi interessanti per alcuni asset, tra cui anche alcuni obbligazionari, senza mai dimenticare che discontinuità, o volatilità, è alle porte.
Ancora una volta metodo, strategia e un consulente di fiducia ti aiuteranno a superare anche questo 2023 nei miglior dei modi.














![Massimo-Gelmuzzi-NL304-Scenario-2026-parte3.001 SCENARIO 2026 [parte 3 di 3] Quello che sta cambiando senza fare rumore Concludo questo ciclo di tre articoli affrontando il punto più importante. Nei due articoli precedenti abbiamo visto che: il mondo sta cambiando struttura; l’inflazione è tornata; il rischio è più complesso. Ora la domanda è: cosa fare concretamente? Risponderò illustrando i tre principi fondamentali per affrontare il cambiamento strutturale in corso Primo principio: non è il momento di essere bravi È il momento di non fare errori perché oggi il rischio non è perdere tutto ma erodere lentamente valore senza accorgersene. Gli errori più pericolosi (emersi chiaramente) 1. Liquidità ferma. 2. Concentrazione geografica. 3. Fidarsi del passato. 4. Approccio speculativo. Secondo principio: costruire un sistema, non un portafoglio Una frase chiave dell’evento: “non si scelgono strumenti, si costruiscono sistemi”. Che significa: diversificazione reale; asset non correlati; protezione patrimoniale; liquidità strategica. Terzo principio: la liquidità torna centrale Controintuitivo, ma fondamentale: la liquidità non è inattività, è opzionalità. Serve per: sfruttare i ribassi; adattarsi rapidamente; evitare decisioni forzate. Quarto principio: attenzione alla falsa sicurezza Esempi concreti: oro → non più “rifugio puro”; correlazioni cambiano; tecnologia → rischio obsolescenza. Anche ciò che sembrava sicuro, oggi va riletto. Opportunità, quelle vere Lo scenario non è solo rischio. È anche opportunità per chi: capisce prima; si muove con metodo; non segue il rumore. E qui entra in gioco un concetto chiave emerso: i conflitti accelerano l’innovazione. La nuova direzione I possibili vincitori: aziende meno globalizzate; asset reali; settori strategici (energia, infrastrutture, AI selettiva). Conclusione Sintetizzando tutto in una frase: “Non vince chi prevede il futuro. Vince chi si adatta più velocemente.” Se vuoi fare un passo avanti in più Se vuoi capire come adattare: il tuo patrimonio personale; la liquidità aziendale; il tuo portafoglio, a questo scenario, prenota la tua Diagnosi di Portafoglio. | Massimo Gelmuzzi Wealth Advisor](https://massimogelmuzzi.it/wp-content/uploads/2026/04/Massimo-Gelmuzzi-NL304-Scenario-2026-parte3.001-768x432.jpeg)
![Massimo-Gelmuzzi-NL303-Scenario-2026-parte2.001 SCENARIO 2026 [parte 2 di 3] Quello che sta cambiando senza fare rumore Nell’articolo precedente abbiamo visto una cosa fondamentale: il mondo sta cambiando struttura, non semplicemente attraversando una crisi. Oggi facciamo un passo in più, perché quello che sta emergendo dallo scenario 2026 è qualcosa che molti non vogliono dire chiaramente: potremmo entrare in una fase di stagflazione. E questo cambia completamente le regole del gioco. I dati non stanno più raccontando la verità Uno dei punti più tecnici ma importanti emersi: i dati economici stanno diventando meno affidabili. Negli Stati Uniti, ad esempio: crescita più debole del previsto; dati macro incoerenti; segnali di rallentamento nel lavoro impiegatizio. Questo crea una conseguenza enorme: i mercati stanno navigando nella nebbia. L’inflazione non è finita, sta tornando Molti pensavano che il picco inflattivo fosse alle spalle. In realtà l’inflazione non è stata un episodio, ma un segnale. Perché oggi abbiamo: aumento delle commodity; shock energetici; tensioni sulle supply chain. E soprattutto gli effetti indiretti su tutta la filiera del petrolio, come fertilizzanti, plastica, logistica, etc. Il rischio reale: inflazione + rallentamento Questo è il punto chiave. Non stiamo parlando solo di inflazione, solo di recessione, ma di entrambe contemporaneamente. Perché è pericoloso Perché in questo scenario: le banche centrali sono bloccate; alzare i tassi peggiora la crescita; abbassarli alimenta l’inflazione. Non esiste una soluzione semplice. L’elefante nella stanza: il debito Un altro punto cruciale emerso: il sistema globale è carico di debito. E oggi abbiamo: più spesa militare; più spesa pubblica; più interventi. Cioè più pressione sui bilanci statali. E i mercati? Qui arriva il passaggio che ti interessa di più: storicamente ogni shock energetico importante è stato seguito da una recessione. Questo non significa che accadrà sicuramente ma che il rischio è reale e sistemico. Il vero cambio mentale Se c’è una cosa che devi portarti a casa è questa: il mondo “a bassa inflazione e crescita stabile è finito. Era un’eccezione storica, non la regola. Traduzione per un investitore Tutto questo significa: meno certezze; più dispersione; più selezione. Nel prossima articolo chiuderò il cerchio e affronterò questi temi fondamentali: cosa fare concretamente; quali errori evitare; come costruire un portafoglio adatto a questo scenario. E, soprattutto, come trasformare questo contesto in vantaggio competitivo. | Massimo Gelmuzzi Wealth Advisor](https://massimogelmuzzi.it/wp-content/uploads/2026/04/Massimo-Gelmuzzi-NL303-Scenario-2026-parte2.001-768x432.jpeg)
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